Lucia Diari (Mahzn): "Mister Baroni, a inizio ripresa ha rivoluzionato tutto passando al 4-2-3-1 e inserendo due ali pure per cercare profondità. Ma l'uscita forzata di Novak pochi minuti dopo vi ha costretto a riadattare la difesa con Vukovic, sbilanciandovi totalmente. Rimpianti per come è stata gestita la panchina e per l'atteggiamento rinunciatario nei contrasti dopo il loro raddoppio?"

Baroni: "Sicuramente l'infortunio di Martin ci ha penalizzato molto, Costringendo Yilmaz a correre molto di piu per supportare un NOvak fuori dalla sua zona di gioco. Non c'è nessun rimpianto, sarò sincero: tanto di cappello a mister Buscaglia che ha letto bene il nostro cambio di tattica, di questo me ne assumo assolutamente le colpe: il Vigor ha un suo stile di gioco, ho provato a cambiare qualcosa per provare a sorprendere l'avversario, ma questa sconfitta mi ha rimesso con i piedi per terra. Le radici profonde non gelano, come diceva Tolkien, ed è il momento di continuare con lo stesso atteggiamento che ci ha regalato i 3 punti contro l'Aventino. Grazie, buona serata"

Lelio Anali (La Voce del Futbol): "Mister Buscaglia, stasera ho visto el sentimientooo, ho visto la garra e un'armonia corale che trascendeva la tattica! Ma le chiedo: nel momento in cui Maradoro fa quella finta celestiale e il loro portiere si inventa una parata che va contro ogni logica razionale, ha percepito anche lei che il calcio a volte è un'entità mistica che premia il coraggio spregiudicato della sua squadra?"

Buscaglia: "Hai usato le parole perfette: sentimiento, garra. La tattica ti insegna a stare in campo, certo, ma è il cuore, è il fuoco sacro che ti fa sfondare i limiti e ti fa entrare nella leggenda. I miei ragazzi stasera non hanno semplicemente coperto gli spazi, li hanno divorati con l'anima. Hanno suonato una sinfonia perfetta, un'armonia corale che partiva dal magazziniere e arrivava fino all'ultima maglia sudata in campo. Mi hanno fatto venire i brividi, te lo giuro.

E quando parlo di armonia, parlo di una squadra forte, granitica, di una compattezza spaventosa in ogni suo singolo elemento. L'hai visto anche tu: la lucidità maestosa di Henrykett a dettare i tempi, e l'incredibile, straripante stato di forma di Fenomanldo, che stasera era letteralmente ingiocabile per chiunque. Ma la garra vera la vedi anche quando bisogna soffrire, in quell'intervento difensivo clamoroso di Gas...una chiusura titanica, disperata, che per me vale esattamente quanto un gol sotto l'incrocio! E poi guardi la panchina, chiami Gabriel Costa, lo butti nella mischia e lui entra sbranando subito l'erba, sintonizzato dal primissimo istante sulla stessa folle e meravigliosa frequenza del resto del gruppo.

È in questo contesto di coesione assoluta che poi arriviamo a quel momento. Quell'istante in cui Maradoro ha letteralmente fermato il tempo. Quella finta non l'ha pensata con la testa, l'ha partorita con l'anima! Ha sussurrato al pallone, ha piegato lo spazio intorno a sé, ingannando non solo il difensore, ma la fisica stessa. È stata pura, celestiale poesia in movimento.

La parata del loro portiere? Irrazionale. Folle. Un vero e proprio miracolo sportivo. Ma sai cosa ti dico? Il calcio è esattamente questo: un'entità mistica, un dio capriccioso e meraviglioso che esige il massimo tributo. Quella parata assurda non sminuisce minimamente la nostra giocata, anzi, la eleva all'immortalità. Perché stasera ci è voluto un evento letteralmente sovrannaturale per riuscire a fermare il coraggio spregiudicato, la fame e l'arroganza calcistica di questa squadra.

Oggi non abbiamo solo giocato una partita. Oggi abbiamo lanciato un messaggio. Abbiamo dimostrato che chi ha il coraggio di sognare in grande, chi ha il fegato di attaccare l'avversario e la vita a viso aperto, non perde mai per davvero. Esco da questo stadio senza voce, ma con il cuore che scoppia. Sono immensamente orgoglioso dei miei leoni, fiero fino all'ultima, sacra goccia di sudore che hanno versato su quest'erba!"