LA SALA STAMPA

Seprio (Augusta TV) si alza per primo, guarda fisso mister Buscaglia, e senza troppi preamboli attacca: "Mister, bella vittoria, bel possesso, vi siete divertiti... ma a me certe cose non tornano. Nel secondo tempo ho visto Diop trascinarsi per il campo, un calo fisico imbarazzante, ai miei tempi per una roba del genere il mister ti appendeva al muro negli spogliatoi. E poi Maradoro: ha fatto una magia pazzesca, d'accordo, ma nel resto della gara sembrava giocasse per conto suo, si specchiava troppo. Non le dà fastidio questo atteggiamento da presuntuoso in una squadra che deve correre e sacrificarsi?" (La parola passa a Paolo Buscaglia)

"Innanzitutto mi fa piacere che tu abbia notato che ci siamo divertiti, perché il calcio è anche questo, e vincere 3-1 dominando il possesso aiuta parecchio a godersela. Ma veniamo alle cose che "non ti tornano".

Parli di Diop che si trascinava nel secondo tempo. Sai cosa ci ho visto io dalla panchina? Un ragazzo che ha completamente svuotato il serbatoio. Se a fine gara non si reggeva in piedi è perché ha dato il 110% finché ha avuto ossigeno nei polmoni, garantendo proprio quel possesso e quel dominio che hai elogiato un minuto fa. Senza contare che porta la sua firma il lancio pazzesco che ha sbloccato subito la partita. Hai ragione, ai nostri tempi ti appendevano al muro... ma lo facevano se uscivi dal campo con la maglia pulita. Diop oggi l'ha letteralmente inzuppata. Quindi nello spogliatoio non l'ho appeso a nessun muro: gli ho stretto la mano e gli ho detto bravo.

Passiamo a Maradoro. Lo chiami presuntuoso, io la chiamo personalità. I giocatori con quel tipo di talento naturale a volte sembrano viaggiare su frequenze diverse, è vero. Ma se "giocare per conto suo" significa tirare fuori dal cilindro la magia pazzesca che spacca in due la partita e fa alzare in piedi lo stadio... beh, ben vengano i presuntuosi.
Questa squadra sa benissimo che per vincere serve correre e sacrificarsi ma sappiamo altrettanto bene che per vincere 3-1 servono gli artisti che accendono la luce.

Se specchiarsi porta a questi risultati, gli farò trovare uno specchio nuovo nel suo armadietto per la prossima partita. Direi che per oggi ci teniamo i tre punti, i polmoni vuoti di Diop e la magia di Maradoro. Se c'è ancora qualcosa che non ti torna, forse dovresti rileggere gli appunti."

Subito dopo, il microfono passa a Lelio Anali (La Voce del Futbol), che si rivolge all'allenatore dell'Audace Magliana chiudendo gli occhi in modo teatrale: "Mister Par, c'è un momento in cui la fredda lavagna tattica si arrende al mistero del futbol. Sul lancio di van der Berg, ho visto Atsu fare uno scatto che andava contro la logica della geometria, contro il vento, contro la fisica stessa, superando un avversario che aveva tutto il vantaggio di questo mondo! Non è questo il vero cuore del gioco? Le chiedo: come si allena questa follia, questo fuoco ribelle che esplode in campo e sbeffeggia i pronostici avversari?" (La parola passa a Henzo Par)

"Vede, Anali, purtroppo devo prima di tutto analizzare la sconfitta. Eravamo arrivati qui con un'idea di partita, ci abbiamo provato ma non è stato sufficiente. E questo è ahimé un fatto incontrovertibile e va rispettato.

Poi, passando a quanto mi ha chiesto, voglio essere chiaro: la squadra che mi è stata data, con grande spesa e impegno, dal Presidente, ha nelle sue corde questo tipo di giocata e il mio lavoro deve essere quello di andare incontro alle capacità dei miei giocatori. Non è una questione di follia, è la natura delle cose di questa squadra a chiederlo. E spero che darà meglio i suoi frutti.

Ma mi lasci ancora ribadire, se posso, se mi permette di dire una cosa, che faremo di tutto per ripagare gli sforzi della società e del Presidente Freddo in persona."