Carlo "Bomber" Vanni (L'Araldo del Gol): "Mister Buscaglia, la fermo subito perché qui le coronarie sono a pezzi. C'è da impazzire! Oggi abbiamo visto un Fenomenaldo stratosferico, ha fatto tre reti che farebbero crollare lo stadio, uno strapotere fisico e un istinto predatorio sotto porta roba da fuoriclasse assoluto! Eppure... andate a casa con zero punti e una rimonta subita negli ultimi minuti. Come si fa a spiegare ai ragazzi questa delusione?"
Buscaglia: "Caro 'Bomber', se le sue coronarie sono a pezzi, provi a immaginare in che stato sia il mio fegato in questo momento. Ma la fermo io: ai miei ragazzi oggi non devo spiegare assolutamente nulla. E sa perché? Perché non ho una squadra di ragazzini sprovveduti da consolare, ho uno spogliatoio di uomini veri che oggi hanno sputato l'anima su quel prato.
Fenomenaldo è stato un marziano, certo, i suoi tre gol sono storia, ma la prestazione stratosferica è stata di tutti i ragazzi. Abbiamo dominato in lungo e in largo, abbiamo impartito una lezione di calcio. Poi, improvvisamente, le regole del gioco e del buonsenso sono cambiate.
Come la spiego la rimonta? Non la spiego con la tattica, Vanni. La spiego dicendo che quando perdi il tuo perno fondamentale per un infortunio del genere nel momento cruciale della gara, il castello subisce una scossa. E se a quella scossa ci aggiungi un rigore contro che definire 'generoso' è un insulto all'intelligenza di chiunque ami questo sport... beh, la partita viene inquinata. Quel fischio non ha solo cambiato il risultato, ha ribaltato la forza di gravità in campo.
E sia ben chiaro un concetto, al Real Aventino concedo l'onore delle armi, senza se e senza ma. Hanno disputato una partita gagliarda, sanguigna. Non hanno mai mollato la presa, nemmeno quando sembravano definitivamente al tappeto, e hanno avuto il cinismo spietato di infilarsi in quelle crepe che gli episodi ci hanno aperto addosso. E in questo, voglio fare i miei complimenti più sinceri al mister avversario. Ha saputo leggere la partita in modo impeccabile: ha tenuto a galla i suoi durante la nostra tempesta e ha avuto il fegato di osare nel momento esatto in cui il vento, a causa di quei famosi episodi, ha iniziato a soffiare dalla loro parte. Una lettura da grande stratega. Chapeau a lui e alla sua squadra, si sono dimostrati avversari degni di questa battaglia campale.
Ma proprio in virtù del valore di chi avevamo di fronte e di come ce la siamo giocata, cosa vado a dire ai miei ragazzi? Vado a dirgli: 'Testa alta e petto in fuori'. Non c'è delusione nel mio spogliatoio oggi, Vanni, c'è una rabbia feroce. E le garantisco una cosa: chi oggi pensa di averci affossato con questo teatrino finale, ci ha appena caricato a molla per il resto della stagione. Il tabellino lo lascio a lei per la cronaca, l'orgoglio di questa squadra me lo porto a casa io.
Buona serata, Bomber."
Seprio (Augusta TV): "Milhouse. Complimenti per la vittoria, ma credo ci siano alcune cose da dire. Durante il primo tempo sembravate delle belle statuine, palleggio lezioso e il brasiliano là davanti vi faceva a fette. Poi all'intervallo non so che vi siete detti, ma la mossa di mettere Embolo ha ribaltato il mondo. È entrato duro, cattivo, ha fatto a sportellate, e quel tiro da cineteca... una cosa incredibile. Questa prestazione può ribaltare le gerarchie?"
O'leene: "Che bello che dite sempre il vostro nome come se si ricordasse, Seprio, grazie. Sa, a volte il primo tempo sembra una galleria d’arte più che una partita: belle statuine, come dice lei. Ma my nanny, quando mi portava a vedere il lacrosse, ripeteva sempre che le partite si decidono quando smetti di guardarti allo specchio e inizi a guardare l’avversario negli occhi.
All’intervallo non abbiamo fatto discorsi epici. Abbiamo solo ricordato che il futbol, come il lacrosse, non perdona chi si muove per estetica invece che per necessità. E lì ho pensato a Embolo.
Vede, Embolo ha una cosa che gli altri non hanno: gli incisivi. Non scherzo. La forma dei suoi incisivi gli cambia il modo di affrontare il contatto: mordono lo spazio, anticipano la direzione, gli danno quella cattiveria geometrica che oggi ha ribaltato la partita. Quando è entrato, si è visto subito: ha portato la stessa energia che my nanny descriveva quando parlava delle antiche lotte tra mandingo, dove non vinceva il più forte, ma quello che sapeva “rompere la linea” al momento giusto.
Il tiro da cineteca? Non è un caso. È la naturale conseguenza di uno che vive il duello come un animale rituale.
Gerarchie ribaltate? No. Diciamo che oggi Embolo ha ricordato a tutti che nel Real Aventino le gerarchie non sono scritte: si vedono dalla dentatura."
Post partita: Real Aventino - Dynamo Eur